Amore mio,
ho 25 anni e sono nel target a cui è propinata la pubblicità su test di gravidanza e contraccettivi.
Sarà per questo che ho pensato a te. No, ho pensato a te perché in questo paese si stanno decidendo due cose importantissime: se tu nascerai e se avrai una famiglia felice e una vita banalmente normale.
La prima volta che ho pensato a te è stata pochi anni dopo che i miei genitori mi hanno detto che mi avevano adottata. Durante l’adolescenza ho pensato a te come quella persona che sarebbe stata la prima a somigliarmi nei tratti e nel carattere, l’unico prolungamento possibile di me. All’inizio sai io e la nonna non si andava d’accordissimo, il nonno sai com’è…un po’ sulle sue nuvole e non credevo bastasse cercare così vicino…credevo di dover girare un po’ il mondo come tua zia Federica per venire a capo della questione.
Mi avevano insegnato che per essere famiglia ci si doveva somigliare… così ho sviluppato un’abilità impressionante di osservazione per i tratti somatici. Mi sono cercata in tantissimi volti ma non mi trovavo mai. Mi accorgevo però subito se due persone erano tra di loro fratelli o sorelle, anche se avevano pochissimi tratti in comune.
Sai poi che è successo amore mio? Ho conosciuto gli zii Alessio e Eliana. Siamo amici da tanti anni perché abbiamo qualcosa in comune: sono stati adottati da un paese straniero, come me. Non ho mai visto nessuno che si protegge, ama e punzecchia aspramente come loro e quindi ho toppato. Ho creduto che fossero nati dagli stessi genitori e invece non è così. Non dirglielo ma quando si arrabbiano o sono tristi hanno esattamente la stessa espressione. Lo stesso atteggiamento dei loro genitori, quelli che li hanno tirati su così simpatici e affettuosi come li vedi ora.
Loro mi hanno insegnato a vedere veramente, tesoro, cosa fa una famiglia. Li ho visti litigare talmente tante volte ma era per non perdersi e per proteggersi: nei loro atti c’era sempre amore: amore nel celarsi le cose, nel farsi un rimprovero, nell’evitare che ad uno dei due venisse fatto del male.
Così ho iniziato a vedere. Ho visto quanto somiglio a tuo nonno quando sogno e scrivo lettere come questa e ho visto la testardaggine di mia madre nel perseguire i miei obiettivi. A ridere di quando io e mia sorella attacchiamo all’unisono con le canzoni di Grease. Ho imparato a conoscermi e a farmi accogliere da loro accogliendoli.
Andando avanti poi ho notato che ogni persona che mi donava amore diveniva una parte di me a cui non potevo rinunciare… come la Zia Alessandra di cui porti il nome.
C’è qualcuno preoccupato per il tuo equilibrio psicofisico, un parolone che vuol dire che sono preoccupati che non siamo in grado di occuparci di te e che crescendo tu diventi sempre triste, un criminale o comunque una persona che fa del male agli altri o a se stessa. Ti prometto che io ti mostrerò dove cercare e che avrò per te tutto l’amore del mondo. Ti prometto che saremo felici, che mi somiglierai ma sarai allo stesso tempo qualcosa di irripetibile e diverso da me e dall’altra persona che chiamerai mamma o papà o con quel nome che ti dice il cuore.
Adesso sono lontana dalla persona che amo e quindi non posso assicurarti che sarà la tua mamma, io lo vorrei tanto però… e che lo fosse per tutti, e che tu sia figlio indipendentemente da chi decide di prestarti la pancia.

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