Era una calda mattina d’estate, si guardarono,  si riconobbero come anime gemelle e si innamorarono.

Molto poetico, poco realistico:

1 – Ci vuole ancora un po’ di tempo per le calde mattine d’estate

2- Guardarl*: se qualcuno mi osserva? Se siamo in una metro affollata? Come faccio a capirlo se è interessat* a me se sono molto giovane e non ho il tanto citato gay radar?

Ok, vivo nell’era di internet: se voglio conoscere qualcuno posso iscrivermi a qualche gruppo o sito.

Le chat? Troppo pericolose, potrebbe esserci chiunque dietro ad un nick. Uso Facebook? Non posso mettere l’ILike e iscrivermi a gruppi perchè non sono dichiarat* . A questo punto mi tocca usare un fakeprofile: avrò a che fare con altri fake, dovrò basarmi sulla fiducia e pregare che non sia gente con cattive intenzioni.

Tutto molto complicato, ragion per cui i ragazz* sono su Bender o Brenda. Queste applicazioni permettono di localizzarti tramite gps e indicano dove sono gli utenti registrati, esprimendo la distanza in km.

<<Fantastico!>> direte voi,  <<se è legato al cellulare sarà molto più sicuro!>>. Sbagliato: da quando i gestori hanno smesso di controllare le foto profilo, causa incremento utenti, pullula di fake e gente fastidiosamente curiosa anche sulle app geolocalizzate.

Guardando uno dei fantastici video di Arielle Scarcella, mi sono imbattuta in una applicazione in via di sviluppo, chiamata Wing Ma’am, rivolta a lesbiche e persone T.

Wing Ma’am ci permette di far sapere semplicemente dove siamo, rendendo gli incontri meno meccanici e meno pericolosi. Per ora l’app è disponibile solo su i-phone.

Android Users We know you’re out there! We are working on the Android version of the app daily. Look out for a launch in Spring, but the possibility to beta the demo may come sooner than that! [ Wing M’am official blog ]

Oltre alla possibilità di trovare l’anima gemella, creando profili e filtri molto simili a quelli di Badoo, Wing Ma’am permette di creare un evento e diffonderlo.

A differenza di altre applicazioni e siti quest’app non mira ad attirare solo utenti, ma si da l’ardito compito di fare community: una grande opportunità per quelle iniziative culturali e eventi che non riescono ad uscire dalle arcigay o dalla solita cerchia di persone che sarebbere tracciabile da un grafo molto simile a quello di LWorld.

Credo che potrebbe essere di grande aiuto alle persone giovani che si approcciano alla cultura LGBTQI* e si sentono isolate perché non hanno conoscenze sufficienti per sapere come muoversi.

Spero che Wing Ma’am si diffonda in Italia: ho compilato il questionario sul sito e mi sono offerta come volontaria per diffondere l’app, vi terrò aggiornati se verrò contattata dagli sviluppatori.

Voi cosa ne pensate, potrebbe tornarvi utile?

 

 

 

One comment on “Brenda? Se provassimo Wing Ma’am

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