Cosa ho imparato oggi: Web Listening, tutti i giorni a colazione.

Le mie prime ricerche sul SEO sono state lunghe e faticose, il numero di fonti online consultate per produrre una presentazione da fare all’interno dell’agenzia di comunicazione con cui collaboro è stato davvero elevato.

Google, blog e twitter degli influencer presi al posto del caffè.

Due settimane per arrivare a conclusioni decenti, per capire cosa è effettivamente successo da quando è stato rilasciato Hummingbird e cosa c’era prima del nuovo algoritmo.

L’evento che ha fatto svegliare tutti, da quando Colibrì ha iniziato a svolazzare, è sicuramente la chiusura di Buzzea, un sito francese che vendeva backlink, annunciata dal twitter personale di Matt Cutts, capo antispam di Google.

Devo ammetterlo: quando ho appreso la cosa da un articolo su motori di ricerca-seo.net, sorridevo come una deficiente, visto che la cosa confermava le mie ricerche di una settimana prima.

Mostravo l’articolo ai miei colleghi e gongolavo. Ho anche pubblicato un tweet privo di compassione verso la condizione del sito francese.

 

Da buona digital literate, mi sono andata ad informare su chi fosse l’autore dell’unica fonte italiana sulla questione: Marco Angelucci, un SEO ovviamente, ma anche molto altro. Ho subito retweettato Angelucci e lui è stato così gentile da ringraziarmi con un messaggio privato, così ne ho approfittato per chiedergli un paio di dritte.

Credo che Hummingbird non sia per niente male: se Angelucci non avesse dovuto fare link building organico probabilmente non avrei potuto chiedergli nulla, o quantomeno, non mi sarebbe passato per la mente.

Beh, buon per me e male per i backlink seller.