Arriva quel momento in cui stai facendo di tutto e ti sembra di non far nulla: immaginate sia perenne. fatto? Ora siete nei panni di chi fa SEO in una start up. Non sai se devi dar più peso all’aggiornamento, alla strategia SEM di appoggio o alla vera e propria ottimizzazione. Il problema è che tutto è di fondamentale importanza e deve essere fatto nella maniera più tempestiva e accurata possibile.

Da cosa iniziare quindi? Dopo aver preso un bel respiro e aver riflettuto per circa 10 minuti (non ci si può concedere più di questo lasso di tempo in questo lavoro), ho capito che la cosa più saggia da fare sarebbe stata partire dalla base. Non si può costruire un castello su fondamenta fragili e per questo ho deciso di iniziare a fare una sorta di pulizia dei siti da ottimizzare. Di fondamentale aiuto sono stati gli strumenti di analisi e le conoscenze acquisite attraverso l’aggiornamento. Tramite varie fonti sono riuscita ad elaborare una lista dei DO NOT a cui attenermi:

  • NO alle tecniche di black-hat
  • NO  alle attività di acquisto di link in massa, spamming in directory di bassa qualità con i tuoi link, o pagare un interno per lasciare centinaia di commenti su blog.
  • NO al link building manipolativo di pagine interne.
  • Non inserire link in contenuto irrilevante: fare Link-building semplicemente inserendo link in contenuto irrilevante non serve a nulla, contributi di contenuti ad alta qualità funzionano meglio nel lungo periodo.- KelseyMeyer, Contributor Weekly
  • Evitare trucchi per arrivare alti nelle SERP. La domanda da farsi è, “Questo risponde al bisogno dei miei utenti? Lo farei se non esistessero i motori di ricerca?”
  • Non partecipare in schemi di link precostituiti.
  • I dettagli dei nomi di dominio rivelano la trust
  • I nomi di dominio che sono stati registrati dalla stessa entità: se l’entità ha siti spam viene declassata per la trust.
  • I link editoriali non si comprano, non si chiedono e non si scambiano.
  • I link editoriali sono quelli più performanti per il SEO.  Loren Baker of Search Engine Journal dice: “è la vecchia filosofia push/pull, se le persone linkano con l’intenzione di premiare o citare il contenuto originale allora il sito avrà più trust. Se invece si linka se stessi, pagando gli altri e promuovendo il proprio contenuto su siti quali quelli di article distribution, questi link non aiuteranno molto”
  • Troppe parole in una frase = meno leggibile
  •  Troppe sillabe in una parola = meno leggibile

A proposito di aggiornamenti, il sig. Cutts continua a chiudere siti cattivi con il suo staff, ecco uno dei suoi ultimi tweet rilevanti:

 

Un ulteriore novità è che ci sarà una penalizzazione per i websites che hanno orpelli grafici prima del contenuto.

 

That’s All #Seo folks!

E voi? Avete una lista delle cose da non fare?


fonti: 12 Questions to Ask Before Hiring an SEO Expert,Scott GerberOct 22, 2013, Mashable

Six Trust IndicatorsThat Google Sniffs Out – Exploit Online Demand http://www.capturecommerce.com/blog/organic-seo/six-trust-indicators-that-google-sniffs-out/#ixzz2r91WISIQ

http://www.searchenginejournal.com/readability-versus-robot-flesch-reading-test/85293/#UTIKYbjMim5Yg3XE.99

Forbes, Robert Hoff , 26/09/2013, Meet Hummingbird: Google Just Revamped Search To Answer Your Long Questions Better