Avere 25 anni in Italia e fare SEO

Maria Cristina motto: if it's impossible I'll try to make it happen

Sono passati ormai oltre due anni da quando ho deciso che la SEO era la mia strada.
Ho scelto questo mestiere perché mi interessa e non mi annoia mai.
Ti costringe a fare qualcosa che io adoro fare: ragionare, chiedersi il perché delle cose continuamente, trovare percorsi alternativi.
Essendo una persona che appunto per mestiere ragiona credo sia giusto però riflettere sul fatto di quanto sia complesso fare questo mestiere in Italia.
Viviamo in un paese in recessione, in un’Italia in crisi.
In queste condizioni i reparti Marketing, di cui un SEO, a mio parere erroneamente, fa parte vengono tagliati.
Molti di noi si dedicano alla formazione, perché da meno problemi e più soddisfazioni o semplicemente perché è più remunerativa.
Così si formano addetti marketing ovunque, pronti ad essere pagati due lire (quando va bene), e tra appassionati e più specializzati il popolo dei marketers aumenta ogni giorno.
Non si può però vivere solo di passione.

Non so a chi dare la colpa di più, se alla formazione non adeguata che riceviamo nelle università, ad un mondo marketing che spesso si ricicla su se stesso e non va al target, alla scarsa alfabetizzazione informatica del Paese o a questa maledetta crisi.
Questo paese pretende che si viva di sogni e speranze e non ci mette in condizione di fare bene il nostro lavoro. Ci tappa le ali e ci fa passare la voglia con la sua pressione fiscale altissima.
Quando inizi a lavorare le persone a te care non sanno se consigliarti di essere sfruttato per fare esperienza o di spingerti a rischiare tutto mettendosi in proprio.
La scelta è sempre tra un disagio e un ulteriore disagio. L’imprenditore di una pmi molto spesso non può permettersi (per dirla alla Michele Salvemini) la nostra figura.
In un mestiere come il mio, che si deve spiegare ai più in cosa consista, un lavoro sperimentale, di continua ricerca, non si può rendere al meglio nel disagio.
Si ha bisogno di un po’ di fiducia.
Continuo per questa strada perché amo questo mestiere e lo consiglierei a chiunque, cerco nel mio piccolo di migliorarmi e di non fare piagnistei. Credo che però ci sarebbe bisogno che il sistema Paese desse al settore fiducia e maggiori possibilità di sviluppo.